Spazi continui
Radicato nelle teorie critiche delle geometrie topologiche e delle pieghe leibniziane, Continuous Spaces segna l’abbandono definitivo della cornice pittorica tradizionale e chiusa. Qui lo spazio non è più trattato come una griglia metrica e statica, ma come un continuum vettoriale ininterrotto in cui linee, volumi e colori agiscono come campi di forza dinamici. Le opere si espandono oltre i propri confini fisici come onde computazionali, moltiplicandosi all’infinito e stabilendo un dialogo immersivo con l’ambiente architettonico. Dissolvendo la separazione tra interno ed esterno, reale e virtuale, Continuous Spaces trasforma la tela in un organismo visivo in crescita: un universo fluido in cui i confini fluttuano e lo spettatore viene trascinato in un viaggio topologico senza fine.