Ritratti

Volti post-umani e biologie sintetiche

Radicata nelle teorie critiche dell’era post-umana, la serie Portraits esplora l’identità umana riprogettata attraverso l’estetica algoritmica. Questi volti decostruiscono la tradizionale topografia facciale per simulare una biologia sintetica e perturbante. Emergendo dal rumore computazionale e da matrici di pixel, questi volti mancano di referenti nel mondo reale; non ritraggono individui specifici, ma mettono in discussione l’anatomia del futuro, trasformando il volto umano da contenitore di interiorità psicologica a “nodo fluido di dinamiche relazionali”. Il processo stabilisce un ciclo di feedback diretto tra la mano e l’intelligenza artificiale: inizia su carta con acrilici e inchiostro, viene digitalizzato e alterato da reti neurali generative, per poi essere ristampato su supporto fisico e riattivato manualmente con nuovi strati pittorici. Ciascun output cattura un distinto livello di trasfigurazione materiale, evocando l’Unheimlich (il perturbante) come soglia di una nuova essenza umana.

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