Un’indagine artistica sul ciclo della materia e sulla dissoluzione del confine tra organico e sintetico. Operando in un ciclo continuo e reversibile tra atomi e pixel, questa pratica smaterializza gli oggetti fisici attraverso la scansione 3D ad alta risoluzione, traducendo il peso tattile in coordinate matematiche e dati topologici. Una volta all’interno del vuoto virtuale, queste forme vengono manipolate computazionalmente, piegate e ricodificate, per poi essere rimaterializzate nel mondo fisico tramite stampa 3D o lavorazione CNC. In questo dialogo continuo tra codice e sostanza, la scultura viene spogliata del suo status storico di monumento immutabile e permanente. Diventa invece un processo fluido, transitorio e perfettamente reversibile: la manifestazione fisica di uno stato temporaneo di calcolo.